Pagine : 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6
----------------------------------------------------------------------------------
http://itunes.apple.com/us/album/id463468377?uo=4
----------------------------------------------------------------------------------
LINK AMICI
----------------------------------------------------------------------------------

Delicata e profonda favola di Paola Neyroz in dialetto patois valdostano ( con il mio modesto contributo musicale, in sottofondo) , letta da Carlo A. Rossi. Per apprezzare la musicalità del dialetto valdostano, in una delle sue tante varianti. I dialetti vanno conservati, sono un patrimonio inestimabile della cultura dei popoli, uguali nella loro diversità.
Ultima puntata (n°678) di "de tot eun pocca" RadioRaiVdA by Giorgio Negro

Per chi è interessato e per i miei allievi è disponibile a questo indirizzo la partitura di "Panic ".


Segnalatomi dall'amico Guido Mazzanti, ecco una rivisitazione di brani storici dei Genesis, a dimostrazione che la distanza tra la musica classica e un certo rock progressivo degl'anni 70 non è abissale, almeno per me che mi sono letteralmente nutrito di questa musica.
(ps: il pianista "cicca" una nota a 5'24".... un peccato veniale, purtroppo ho talmente metabolizzato questi brani che alla minima imperfezione salto sulla sedia... grande iniziativa, anyway...)

Video realizzato da VisaMultimedia di Laurent Vicquery, Tengo a precisare che la musica, a me attribuita, è in realtà un mio riadattamento chitarristico di "Nuvoletta" (da me eseguito sovraincidendo per sei volte chitarre acustiche e folk), composta nel 1908 da Firmino Albino Bosonetto, mandolinista e compositore, scomparso ad Aosta nel 1982.

Non conosco gli altri componenti, bravo e misurato il tastierista ( idee chiare, suono pulito, solo ben congeniato), percussionista (Walfredo Reyes) over-age ma efficace, anche se palesemente intimidito dalla forte personalità di Weckl, bassista afro-americano senza infamia e senza lode, preciso, il suo assolo è un pò anemico. Brano godibilissimo. Per gli amanti del genere funk-fusion ( ed io lo sono).
(Mitico Roland JD-800, eccezionale synth anni 90)


Domanda sempre più ricorrente, dato che pare ci siano, nel mondo , almeno 1000 ( arrotondo) cloni di beethoven o mozart (sempre i soliti due, popolo-bue!) , 200mila reincarnazioni di chopin, e scendendo di livello, 1milione di nuovi Beatles.
Cifre provocatorie, ma spesso nel mio quotidiano, mi presentano persone a me sconosciute, con la seguente frase: " Ecco un grande musicista"
Wow.. -penso fra me ed incerti si- certamente.. ne mancano! Poi approfondisco, scopro che suona solo in due o tre tonalità ( le altre sono scomode), ad una sola velocità, sempre quella ( dovrei allenarmi per 10 anni prima di arrivare a 140 alla semiminima e poi cosa importa… meglio fare le note giuste lentamente..-così risponde-) ed infine è impiegato al catasto, ma non esclude di mettersi in aspettativa se il suo nuovo cd ( auto-prodotto con basi midi prese dalla rete) "spacca".
Tutti (o quasi) si sentono a pieno titolo musicisti appena conoscono una sequenza armonica ( "giro di accordi" per il volgo) e sono saliti , passando attraverso il karaoke, su un palco davanti ad una trentina di persone, compresi parenti e nonna "con l'avvoltoio sulla spalliera del letto".
Potrei citare decine di altri esempi, ma il messaggio di fondo è sempre lo stesso: pochi conoscono veramente il significato della parola, nella sua accezione più verosimile… anzi, più dignitosa.
Alla luce di queste considerazioni, visto che non mi sono mai definito un musicista ( chi mi conosce può testimoniare senza problemi) ma uno che è affascinato come un bambino dal SUONO ( sono sempre stati gl'altri a dire che sono un musicista, nel merito io penso di essere un onesto cialtrone) mi vorrei escludere dalla categoria. So benissimo chi sono, diversamente da come appaio.
Provo a elencare i "musicisti" per tipologia, in ordine sparso:
- il musicista "gratta e vinci" : intellettualoide, con una buona cultura umanistica, impegnato politicamente ( spesso è di sinistra, fuor di polemica, io sono apolitico, basta che non si tocchi il mio territorio -ben delimitato da acido urico ai quattro angoli- poi va tutto bene), che gratta una chitarra scordata ( due accordi bastano) ululando canti di denuncia sociale o di travagli esistenziali: sarebbe molto più nobile scrivere, tenere conferenze e andare in analisi per curare le ferite moral/sentimentali, senza costringere alla prostituzione la sublime arte del Suono.
- il musicista iper-tecnico : questa tipologia spesso abbaglia anche me. Eclatante e mostruosamente bravo se usa una particolare tecnica o nel ristretto ambito di un genere, diventa il NULLA se deve fare dei tempi dispari oltre il 3/4, cambiare, genere o improvvisare) Ce ne sono tantissimi, al secondo brano che eseguono si comincia a sbadigliare (un po come ascoltare "les Etudes" di Ligeti , monoliti di inespressività, insopportabili anche psicologicamente oltre che all'orecchio.. il death-metal a confronto è ballabile alla sagra della "salsiccia di pitone")
- il musicista con "la puzza sotto il naso" : niente è paragonabile per lui a un determinato genere musicale, esibisce un'approfondita conoscenza della storia della musica, il suo disquisire sull'armonia è arguto (ma si percepisce nettamente che le sue conoscenze sono memorizzate e non metabolizzate). Generalmente si astiene dall'esibirsi ( con falsa modestia dice di non essere all'altezza e di fatto non lo è… chi parla troppo e suona poco è sospetto)
- il musicista diplomato con il massimo dei voti : impressiona quando suona Listz o Rachmaninov …toglietegli la partitura dalla vista…e ditemi cosa succede…(mica tutti sono Friedrich Gulda )
- il cantante strafico : beh… è solo una moda, alle prime rughe cesserà di vibrare sulle note lunghe, e farà l'impiegato alle poste, o il rappresentante di elettrodomestici. Se ha fortuna il presentatore televisivo su " Canicatti Sat"..


..il passaggio non è cosi automatico, ma quante coincidenze... un pazzo ( nel senso buono del termine) ha associato la più bella montagna del mondo con uno dei più bei brani della storia della musica moderna... e qualche articolo sotto scrivo dello spettacolo "La conquista del Cervino".
Comfortably Numb è tra le "songs" piu riuscite ed affascinanti dell'album cult "THE WALL" .TUTTI gli amanti della musica dovrebbero avere questo disco ( IN VINILE!!!!!!) e anche il DVD. E' un'opera contemporanea UNICA ed irripetibile. Il brano citato è stato ripreso in tutte le salse, nei video all'interno dell'articolo in versione sinfonica (LONDON Philharmonic Orchestra...esecuzione confusa, rigida, non "respira", senza pathos, non si capiscono i temi, l'orchestrazione è pessima..) e una versione gregoriana (più convincente di quella sinfonica, in ogni caso... anzi meno "dissacratoria"... interessante il solo finale e la chiusura molto visionaria ed elaborata..)

Correva l'anno 1973... e la mia vita interiore è rimasta intatta, nella sua essenza, dal preciso momento in cui, proprio in quell'anno ho sentito il primo brano di questo album (E-9... quadriade magica per il sound chitarristico). Letteralmente folgorato. Non voglio parlare dei Pink Floyd, ogni parola sarebbe poca cosa difronte all'immensità dell'ispirazione che ha partorito questo album.
Godetevi la MUSICA che sopravviverà in eterno, per ragioni diverse, esattamente come quella di Beethoven o Mozart ( cito i più conosciuti, non per questo i più stimati da chi scrive).
Da notare l'altissima qualità della registrazione... chi era il sound engineer ?? ALAN PARSON ! Un connubio di questo tipo non poteva che produrre un'opera immortale.

Non vado in giro a cercare informazioni sui "Talk Talk", non conosco neanche i nomi dei componenti... quello che posso dire è che e stato uno dei gruppi pop meno banali dei mitici anni 80 (e sono entrati nella mia vita in un momento molto particolare..cambio di casa, storie infinitamente finite ecc. ecc...).
Questo brano è una testimonanzia dell'assoluta atipicità di questa formazione anglosassone. (Il video ha un'immagine fissa, concentrarsi sulla musica)
(PS: In questo album una guest star... Steve Winwood all'organo Hammond)

Qui con l'aggiunta di un bassista strepitoso ( ma quanti ce ne sono nel mondo??? ) li ho seguiti dalla maggiore età ( non perchè fossero XXX rated) e devo dire che i loro primi album, con influenze caraibiche, non mi entusiasmarono. Poi la svolta, verso un jazz meno etnico, e allora una decina di cd della loro produzione me li sono comprati. Notevole la performance del bassista Scott Ambush.
IL MIO ALBUM PREFERITO ? "BREAKOUT " (1986)

Spettacolo che ho musicato due anni fa. Ho accettato volentieri di comporre la musica di questo spettacolo teatrale, per svariate ragioni... per l'amore che mi lega a questa splendida montagna (che mi attira e mi intimorisce, come una bella donna) , per la ultra-ventennale collaborazione con Livio Viano, per confrontarmi con una scrittura orchestrale.
Lo spettacolo è una narrazione, molto suggestiva grazie anche alla bravura di Roberto Anglisani, attore navigato.
Video all'interno ( playlist completa dello spettacolo raggiungibile solo da questo sito).
Scrivere per orchestra è stato impegnativo, richiede competenze che avevo ma che erano "arruginite". Io sono un musicista elettronico, senza un computer mi si toglie lo strumento principale. 
La musica è stata realizzata con l'ottimo plugin Ik Multimedia
Miroslav Philharmonik 
e, per dare un tocco ancora più realistico, sono state usate alcune librerie di "licks", debitamente modificate.
L'ispirazione, sebbene pecchi d'immodestia per l'enorme differenza di spessore musicale, l'ho presa dalla "Sinfonia delle Alpi" di Strauss.
Le trame armoniche sono meno intricate, ma il risultato sembra convincente, a detta anche di altri musicisti molto piu ferrati di me in materia di musica sinfonica.
E' stata una sfida, come per il musical "Broadway-Kabarett", in cui mi si richiedeva di scrivere nello stile dell'immenso George Gershwin.

Scrivere dei Mezzoforte mi emoziona, tantissimo. Li seguo dal loro successo più eclatante , l'album "Surprise Surprise" dei lontani anni 80.
Snobbati dal puristi del jazz, ma anche da quelli della fusion per le loro melodie troppo "cantereccie" ( nulla di più falso, in altri album sono molto più "ermetici") mi hanno sempre affascinato per il loro suono che cerca il sound del sud in un contesto squisitamente nordico. Sono islandesi, come potrebbe essere altrimenti? Strani gli islandesi, è una popolazione chi mi affanscina, forse perchè abituata a bioritmi che mi sono consoni? Al gruppo fondatore ( se si eccettua il pingue bassista, sembrano che per loro il tempo non passi, accidenti..) si sono aggiunti musicisti talentuosi, per questo brano che ho amato dal profondo del cuore.
Risassumendo chi sono i "Mezzoforte"? un bassista metronomico, un batterista che non invade ma "tornisce" la musica, un pianista immenso per il gusto ( da cui ho inconsapevolmente rubato tanto quando tento di fare jazz), un chitarrista ( non il biondo, quello storico) alter-ego del tastierista, tra di loro la simbiosi è perfetta capace di assoli assolutamente ORIGINALI, un percussionista che solo a vederlo "scalda il cuore" ed un tastierista ( con tanto di notebook Apple) e trombettista che in questo brano fa un assolo degno di essere studiato in tutte le scuole jazz del mondo. GRANDISSIMO, IMMENSO.
Amici che mi seguite... ecco i Mezzoforte. Consigliato avere la loro discografia completa per capire cosa significa fare musica ORDINATA, cosi come è consigliabile l'acquisto di questo live DVD.
Una lacrima sta scendendo dall'occhio sinistro.. e non è congiuntivite...
All'interno dell'articolo "EG BLUES" altro brano storico del gruppo, il cui il talento dei singoli musicisti appare evidente. Finale strepitoso! (poi segue Expressway, vero funk nordico!)

Spesso me lo chiedo.. e cerco di analizzare i motivi. Per quanto mi riguarda la musica classica riempie i silenzi delle mie notti insonni, sia quando la eseguo sia quando l'ascolto. E conosco tante persone che la vivono nella stessa maniera, probabilmente in altri orari, ma il concetto di fondo è lo stesso.
Ma le nuove generazioni? Quelle non indottrinate , nel senso nobile del termine?
Da docente osservo che alcuni allievi vivono la musica classica solo a livello celebrale, altri in un mix tra celebralità e vaga emozione.
Questo è naturalmente quanto registro da osservatore, nella (mia) quotidianità, non pretendo di fotografare la realtà, date le molteplici e complesse sfumature che l'argomento intrinsecamente sottende. Non sono manicheo.
Ma quando parte un ritmo dance, tanto per citarne uno, ecco che istinto (inteso come movimento indotto degl'arti inferiori e superiori) ed emozione hanno la meglio sull'intelletto che viene praticamente annullato. La zona limbica dell'apparato celebrale prende il controllo della persona, e il ritmo, semplice, diretto, lo riporta all'eredità ancestrale, dove la musica è sinonimo di trance, di contatto con "le istanze più profonde e misteriose" , di annullamento del sè inteso come liberazione dall'auto-controllo.
E' forse questa un'esperienza più appagante? O forse la musica classica, che al contrario esige l'auto-controllo (almeno nelle fasi di assimilazione) non permette di vivere questo senso di liberazione?
Non ho soluzioni pronte, devo riflettere, ma sarei lieto di essere aiutato in questa analisi, quindi i vostri commenti sono graditi.
Buone vacanze a chi mi segue.

"La musica classica è in fase di declino?" by Giorgio Negro is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.5 Italy License.
Based on a work at giorgionegro.altervista.org.

Ho conosciuto UNIA per caso, attraverso un sito che si occupa di sturmenti musicali, software ecc ecc... e lo stesso aveva inserito un paio di canzoni quando il suo album " FROM NOWHERE TO NOWHERE" era ancora "in progress" . Sono rimaso colpito dalla qualità delle sue songs, semplici ma non semplicistiche, ben suonate, ben registrate, con testi significativi. Un prodotto di classe, dengo di stare nelle"hit-parade" di tutto il mondo. UNIA, pur essendo di origine franco-spagnola, si rivolge al suo pubblico cantando in inglese. Da seguire con MOLTA attenzione. Curiosa la sua passione per il calcio italiano e, in particolare, per Totti, tant'è che si fa chiamare Olivier "Totti" UNIA. :)

Tony Banks spiega come è nato uno dei brani più belli della storia del "Progressive-Rock". Messo in ombra dalle forte personalità dei front-man Phil Collins, Tony Banks passa spesso inosservato. Eppure è uno dei migliori musicisti al mondo.
Ogni sua nota non è mai caso, tutto è ponderato, meticolosamente studiato. E di una poesia infinita. Grazie Tony Banks, grazie GENESIS.

Per quanto la piovra di Mountain View raggiunga il consenso di milioni e milioni di utenti ( popolo bue!!) la pretesa di facogitare anche "la Mela" mi sembra alquanto pretenziosa. MacOs X e iOS sono e rimarranno a lungo i migliori sistemi operativi presenti sul mercato. Per quanto non condivida molti aspetti della politica di Steve Jobs, non condivido praticamente niente di Google, che vuole diventare l'unico interlocutore nel settore dell'informazione e in tutto quanto è ad esso correlato. Resiteremo, ad Android "et similia"... ma Apple deve essere piu reattiva, deve sorprendere... il "think different" puzza di stantio. E' tempo di "act different" !

Premesso che Dennis Chambers, sentito un paio di volte anche dal vivo, non mi piace particolarmente ( è un picchiatore, percepisco poche sfumature nel suo drumming...come al solito, lieto di essere smentito), rimango basito nel vedere come un quattordicenne ne sa quanto lui se non di più (in proporzione ovviamente, al putto manca l'esperienza). Da tempo lo tengo d'occhio, Tony Royster, all'inizio mi sembrava troppo indottrinato, in questo video invece dimostra tutto il suo talento.
LARGO AI GIOVANI !!!

Ebbene si, dopo infiniti ripensamenti, ho deciso di sparire progressivamente da tutti i social network e dai luoghi di aggregazione virtuale. A partire da Facebook, in cui tutti appaiono quindi nessuno è, nel senso "pirandelliano" , seguirà myspace (3 dei 5 profili sono già stati cancellati) , forse manterrò il canale Youtube, esclusivamente per ragioni lavorative.
Perchè? Non fornisco spiegazioni dirette ( tanto non interessano nessuno)...ma, forse, qualcuno, un giorno capirà.
Per chi segue il mio "vagabondare" intellettual-musicale, l'unico riferimento sarà questo sito e il canale Youtube ( quest'ultimo, ripeto, non so ancora per quanto).
Cercherò, dopo anni di isolamento, di riprendere il contatto umano, questo spazio sarà solo un'estensione dei miei pensieri, quelli che a volte mi sfuggono ma servono per capirmi e per capire, quelli che non ho detto ma che avrei voluto esprimere, tutto quello che mi passa per la testa.
Lo faccio per me ( da sempre mi pongo domande e mi auto-rispondo... spesso sbagliando, ma è il processo che conta ancora prima del risultato...non smetterò mai di dire che è piu importante TROVARE LE GIUSTE DOMANDE per ottenere (FORSE) le giuste risposte) , lo faccio perchè, avendo la fortunata possibilità di essere un educatore (musicale) ed essendo a contatto con i giovani (che adoro) posso contribuire alla loro "costruzione di se", nel rispetto della loro sensibilità, anche attraverso un sito web, se inteso come estensione del contatto umano e come extrema ratio in caso di impossibilità del contatto diretto.
Insomma, io sono qui e, fra poco, SOLO qui. Meglio soli che negli spazi web dove tutti urlano disperatamente la propria solitudine rendendo incomprensibile anche un semplice "ciao", nell'ottica del significato e non del senso.

Ho giurato a me stesso di non parlare mai in negativo delle cose, delle persone, dei fatti qualora non siano pericolosissimi, dell'arte soprattutto.
L'arte soggettiva si commenta da sola, possiede delle misteriose ed intrinseche "ragioni d'essere", è più o meno condivisible a seconda della sensibilità del fruitore (e dell'artista), diversamente quando è IMMANENTE (nel senso idealista e post-kantiano del termine) diventa OGGETTIVA: non resta che ammirarne la bellezza...
Quindi generalmente evito di parlare di arte soggettiva a meno che non intraveda in essa frammenti di IMMANENZA, appunto....
...ma scoprire che anche Michelangelo Antonioni abbia fatto film di (bassa) qualità come questo inibisce la mia tendenza alla sobrietà di giudizio.
Attori del livello di John Malkovich sembrano delle comparse, il casting è squilibratissimo, la drammaturgia ha lo spessore di una sottiletta kraft , la lentezza esasperante delle scene fa sbadigliare già dai titoli di testa, il prologo con voce fuori campo sembra scritto da un bambino di quinta elementare, insomma anche questo film, testimonia il vuoto del cinema nostrano contemporaneo. E purtroppo in questo nulla si è dissolto anche Antonioni, trascinando con se pure Wim Wenders (il suo contributo è per me un mistero), altra icona del cinema mondiale..
Andiamo oltre.
Ricordiamolo ( è scomparso nel 2007 dopo una lunga malattia) per i suoi film piu riusciti, quali "The Passenger" e "Zabriskie Point". E questo è solo il mio (risibile) punto di vista...

AOSTA - Marzo 2011
Da una fiaba di Matilde Beuchod, che si è fatta onore recentemente nella trasmissione "ANNO ZERO" di Michele Santoro (video all'interno dell'articolo), ecco una "preview" di un possibile ipotetico video su una fiaba molto etica, confezionata da Matilde con passione, riveduta e corretta da Paola Corti .